domenica, 03 agosto 2008

La norma antiprecari è incostituzionale

Ida Rotano,   01 agosto 2008, 14:12

La norma antiprecari � incostituzionale     

La norma anti-precari che il parlamento si appresta a votare non si applicherà solo alle Poste (e non sarebbe poca cosa) , ma riguarderà tutti i settori ed avrà un effetto devastante per quanto riguarda i comparti delle telecomunicazioni, delle comunicazioni e dell'editoria. Facciamo il punto con l'avvocato Giuseppe D'Amati

 

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Il nuovo emendamento presentato dal governo sui lavoratori precari è totalmente sordo rispetto alle contestazioni di questi giorni. I rilievi mossi da numerosi costituzionalisti non trovano risposta. Si tratta di un provvedimento odioso sul piano sociale e palesemente incostituzionale. Ne parliamo con l'avvocato Giovanni D'Amati, il cui studio segue da decenni le cause di quanti, lavoratori precari soprattutto nel settore dell'informazione, tentano di far valere i propri diritti

Non è affatto vero che la cosiddetta norma anti-precari si applicherà alle Poste (e non sarebbe poca cosa) , ma riguarderà tutti i settori ed avrà un effetto devastante per quanto riguarda i comparti delle telecomunicazioni, delle comunicazioni e dell'editoria
Il petardo è scoppiato sabato scorso, dopo un silenzio che mi è francamente sembrato strano. La verità è che oggi dovrebbe essere votata dal Parlamento e dunque, in assenza di un testo definitivo, non posso ancora fare un commento preciso. Ma una cosa è certa, soprattutto per l'aspetto in cui ci si rivolge ai processi in corso, ci sono evidenti profili di incostituzionalità. Ci sono sicuramente dei profili in contrasto con la normativa europea del 1999, ai quali noi avremmo dovuto adeguarci con la legge del 2001 e invece in questo modo si va nella direzione opposta, perché l'Europa ci dice di limitare il più possibile il ricorso ai contratti a termine.
Secondo me l'applicabilità ai soli giudizi in corso non è vera. Perché poi si dice che il contratto è comunque nullo e quindi vale anche per il futuro. Ma per confermare questo mio giudizio vorrei prima vedere il testo definitivo. Io ho ancora dei dubbi sul fatto che questa norma valga esclusivamente per il passato, cosa che la renderebbe sicuramente incostituzionale.
Sulle Poste poi, questo provvedimento mi sembra un'autentica bufala perché sicuramente il contenzioso delle poste è piuttosto elevato ma questo è colpa di chi ha gestito male le assunzioni a termine. Ho sentito addirittura commenti in cui ci si è accaniti contro questi precari che fanno causa alle Poste: sono stati definiti scorretti, che si vogliono far dare il posto dal giudice a discapito degli altri. Francamente oltre al danno anche la beffa, questo mi sembra un accanimento incomprensibile e insopportabile. Comunque, qualsiasi contratto a termine, con qualsiasi azienda rientrerà nella nuova normativa.
Adesso, noi abbiamo fatto anche una lettera aperta al Presidente della Repubblica come garante della Costituzione. Ho sentito dire, oramai da più parti, che lo stesso ministro del Lavoro avrebbe dei dubbi sulla costituzionalità della legge. Nessuno vuole tirare per la giacca il Presidente della Repubblica, ma se le cose stanno così non si capisce perché dovrebbe ratificarne il testo. La conseguenza sarà che alla prima causa utile, che riguardi o no le Poste, appena riapriranno i processi a settembre, sicuramente sarà sollevata l'eccezione di costituzionalità. Poi la Corte costituzionale ha i suoi tempi. Certo si dovrà pronunciare il prima possibile anche perché verrà sommersa dalle eccezioni...

Certo è una vicenda emblematica anche per il modo in cui è stata concepita questa norma, di nascosto..
Già, assolutamente all'insaputa di tutti pur avendo un impatto sociale così elevato. Non c'è stata concertazione, non c'è stata informazione. Gà questo ci lascia a bocca aperta. Io devo dire - non vorrei essere troppo critico - ma c'erano i rappresentanti dell'opposizione in commissione bilancio. Hanno votato contro. Però si poteva anche dire subito, appena usciti dall'aula: 'attenzione si sta verificando una grande truffa'.

Non ne hanno colto l'importanza, l'impatto sul mondo del lavoro?
È la migliore delle ipotesi: che non abbiano capito niente. Altrimenti non si spiega perché non si siano messi ad urlare nei microfoni. L'ho fatto io per la prima volta qualche settimana fa durante una conferenza stampa di Articolo 21. Non ne aveva parlato nessuno prima di allora. Ed io l'ho scoperto grazie al fatto che una mia cliente precaria mi ha inviato un articolo di Italia oggi che elencava le novità della manovra. Ad una prima lettura mi sembrava dovesse trattarsi di un errore di stampa. Invece no, era tutto vero. E nessuno ne parlava.
Questa è la parte più triste di tutta la vicenda. Che poi addirittura ha visto la dissociazione di tre ministri del governo nel silenzio del presidente del Consiglio. Lo ribadisco, sarà battaglia nei tribunali. L'argomento però va tenuto caldo. Certo non può essere l'apertura a vita dei quotidiani, ma già oggi è scomparso. Io sto guardando i giornali e non leggo nulla. Questo mi preoccupa.
Se nessun altro interviene lo farà la Corte costituzionale, lo ribadisco, noi trattiamo centinaia di cause di questo genere e alla prima occasione utile solleveremo l'eccezione di incostituzionalità.

C'è anche la possibilità di adire alla corte europea?
Certamente. Ma anche il discorso europeo... mi ricordo che quando nel 1999 uscì la nuova legge sui contratti a termine, sulla quale questa nuova norma va ad incidere, tutti dicevano: ‘si è liberalizzato il contratto a termine '. Invece non era così. Se l'erano letta male. Quella legge era l'applicazione di una direttiva Cee piuttosto restrittiva, per cui è chiaro che nel frattempo sono stati fatti una marea di contratti a termine che i giudici, chiamati ad applicare la legge, hanno poi sanzionato. Certo, le Poste sono diventate ingestibili, ma allora saniamo con una norma a parte la situazione delle poste e non coinvolgiamo tutti i precari indiscriminatamente. Questa situazione, è una mia impressione, fa comodo a tutti.

L'impressione è che ci sia un disegno chiaro...
Sì, attenzione al precariato nell'informazione che rende l'informazione precaria. Le problematiche dei contratti a termine molto spesso sono nell'editoria. Mettiamola così: è un dato di fatto che, Poste escluse, tutte le cause di contratto a termine curate dal mio studio legale, riguardano prevalentemente aziende editoriali.  È chiaro che in questo modo si controlla il flusso di notizie e l'informazione. Non c'è dubbio.

postato da: celestinaroma alle ore 20:01 | Permalink | commenti
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