Si salva chi può
Perla Pugi , 17 giugno 2008, 19:21
Politica
Discussione al Senato sui due emendamenti al decreto sicurezza, quelli che sospenderebbero il processo Mills, in cui il premier è imputato per corruzione in atti giudiziari. L'ostruzionismo dell'opposizione, le proteste dei magistrati, la lettera a Schifani in cui il Cavaliere annuncia la ricusazione della presidente del collegio giudicante
E saltano pure i processi del G8, di Red.
"Se quelle norme fossero state contenute nel decreto fin dall'inizio, non l'avrei firmato", sembra abbia tuonato il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, andando su tutte le furie prima con il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, e poi con il ministrodella Difesa, Ignazio La Russa. Prima il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche, che pone di fatto il silenzio stampa su alcuni fatti scomodi (tangenti, manovre di spionaggio e quant'altro). Oggi (martedì), atto secondo: è andata in scena al Senato la discussione sul decreto sicurezza. E, soprattutto, lo scontro sui due emendamenti "salva premier".
Le proposte di modifica sono state inserite formalmente dai presidenti delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia, Carlo Vizzini e Filippo Berselli, ma sono stati scritti direttamente dagli avvocati di Berlusconi. Si tratta di norme che, se approvate, sospenderebbero per un anno il procedimento in cui il premier deve rispondere di corruzione in atti giudiziari.
Davanti alle perplessità degli alleati, in primis della Lega, e alle critiche del Capo dello Stato il premier non ha fatto di meglio che porsi in posizione di aperta sfida. Accantonata la prima opzione del messaggio televisivo alla nazione, ha poi scritto di proprio pugno una lettera al presidente del Senato, Renato Schifani, ma che in realtà era chiaramente diretta a Napolitano.
La missiva del Cavaliere è stata letta stamani, in occasione della discussione generale sul decreto dallo stesso Schifani e ha, come era prevedibile, ha creato molto scalpore soprattutto in occasione del passaggio in cui il premier ha parlato di "aggressioni" da parte di "magistrati di estrema sinistra" per i soli "fini di lotta politica". Molti senatori dei partiti di minoranza hanno chiesto di intervenire per ottenere "il non passaggio al voto degli articoli del decreto sicurezza", in particolar modo, dei due emendamenti "salva-premier".
Le polemiche non accennano a diminuire, anzi aumentano man mano che passano le ore. " Ritengo inaccettabile quello che sta avvenendo in Senato", esordisce Anna Finocchiaro, capogruppo del Partito Democratico, "di fronte alla gravità di tali avvenimenti c'è la necessità che il Parlamento affronti una discussione molto seria. Se non verrà dato tutto il tempo necessario per affrontare una questione così importante, ci troveremmo di fronte a una forzatura istituzionale davvero enorme".
"Berlusconi sta portando avanti una strategia criminale", dichiara il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, "coloro che si adoperano per fermare i processi sono dei criminali". Sempre secondo l'ex-magistrato, il presidente del Consiglio ha studiato a tavolino il modo per liberarsi dei giudici di Milano, "prima ha proposto la sospensione dei processi per basso allarme sociale, adducendo come fine quello di dare la precedenza ai reati più gravi, poi, con la lettera a Schifani", continua Di Pietro, "ha attaccato i giudici e ha ricusato Nicoletta Gandus", ha detto l'ex pm di Mani Pulite riferendosi al passaggio della missiva - manifesto in cui ha annunciato la ricusazione della presidente del collegio giudicante del processo in cui il premier è imputato.
"La lettera di Berlusconi è stata agghiacciante", racconta la senatrice del Partito democratico, Marilena Adamo, "una cosa mai vista. Sottolineo che c'è un aspetto di ripugnanza morale a usare un decreto che affronta i sentimenti di insicurezza e di paura della popolazione per inserire come cavallo di Troia una norma che ha un significato esattamente opposto. È un super indulto".
"Il 3 gennaio 1925 Mussolini fece un discorso simile", attacca Silvana Mura, deputata dell'Italia dei valori, e parlando di emergenza democratica continua:"Respinse le accuse sul delitto Matteotti e prese una serie di provvedimenti eccezionali e leggi fascistissime". "Pensiero debole" ha subito commentato Margherita Boniver, deputata del Popolo della Libertà e componente della Commissione esteri della Camera.
"Chi governa il paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l'istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale", è il commento secco dell'Associazione Nazionale Magistrati (Anm). "Questi comportamenti - evidenzia ancora l'Anm - rischiano di minare la credibilità delle istituzioni e di compromettere il delicato equilibrio tra funzioni e poteri dello Stato democratico di diritto". Fanno, intanto, sapere che tra i processi che verrebbero sospesi se fosse approvato l'emendamento al decreto sicurezza c'è quello per i presunti soprusi e le violenze nella caserma di Bolzaneto durante il G8. "uno tra i tanti processi in corso per reati anche molto gravi a cadere sotto la scure della norma", fa notare la segretaria nazionale della Magistratura democratica, Rita Sanlorenzo.
Nel dettaglio, questo primo emendamento propone che tutti i processi per reati commessi fino al 30 giugno 2002, che sono in una fase che va dall'udienza preliminare alla chiusura del dibattimento di primo grado e che riguardano solo reati considerati non gravi (es. omicidio colposo, furto, lesioni, rissa, truffa, usura o sequestro di persona) saranno sospesi per un anno. Rientrerebbe in questa categoria anche il processo ai danni di Silvio Berlusconi, accusato di aver pagato l'avvocato londinese David Mills per convincerlo a dichiarare il falso sui fondi neri del gruppo Finivest all'estero. Se va a segno, sarebbe un gol da campione quello del premier che con questo emendamento salvaguarderebbe la propria persona in attesa del provvedimento detto "Lodo Schifani". La norma servirà a evitare che "si possa usare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato". Come dire: alla faccia dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
Le due proposte, però, non riguardano solo la sospensione dei processi, ma indicano ai magistrati anche quali procedimenti devono affrontare per primi. Secondo queste norme, quindi, i tribunali dovranno presto occuparsi prima dei reati gravi (es. quelli punibili con una pena superiore ai dieci anni, ergastolo, criminalità organizzata, la tratta delle persone, terrorismo ecc) e poi, con calma, del resto. Il premier tiene a precisare che è ovvio che coloro che non vorranno usufruire della sospensione potranno continuare con l'attuale sistema fino alla sentenza. Coloro che ne beneficeranno potranno, entro tre giorni dall'eventuale sospensione, arrivare al patteggiamento a processo iniziato. Una specie di patteggiamento "allargato" che potrà essere richiesto e concesso nonostante il rifiuto del Pm e del giudice. Durante la sospensione, inoltre, la prescrizione verrà bloccata e riprenderà partendo "dal giorno in cui è cessata".








